That dream can’t come true

BEEP!
Apro gli occhi. Attaccato allo schienale del sedile davanti al mio c’è il cartello con le dotazioni di sicurezza tipico della Ryanair.
Si è acceso il segnale delle cinture di sicurezza.
Sono su un Boeing 737 blu e giallo. Viaggio da solo. Sento il carrello d’atterraggio che scende. Vedo la pista. Touchdown.
Le trombette che annunciano l’atterraggio suonano.

Sono nel piazzale dell’aeroporto. Guardo verso il tetto.
Oltre la terrazza panoramica, oltre i vetri dell’ultimo piano. C’è scritto il nome dell’aeroporto ma non riesco a leggerlo.
Non mi importa, lo riconosco, so dove sono e sono felice di esserci.

Ritiro bagagli. Prendo la valigia e vado verso l’uscita.
Riconosco il cartello che vieta l’esportazione di stupefacenti dal Paese.
La porta scorrevole si apre e io posso uscire nel terminal. Li vedo.

BEEP! BEEP! BEEP! BEEP!
Apro gli occhi. Soffitto di camera mia. Sono le 6.45.
“Cazzo, ho il compito di latino oggi!”